"I consultori familiari in questi quarant’anni si sono posti a fianco delle famiglie con l’attitudine del buon samaritano, aiutandole ad attraversare le numerose sfide che hanno contrassegnato l’attuale cambiamento d’epoca."

CD CFCNelle giornate da venerdì 31 maggio a domenica 2 giugno 2019 si è tenuta a Siracusa una riunione del Consiglio Direttivo della Confederazione italiana dei consultori familiari di ispirazione cristiana.

Oltre ai membri del consiglio direttivo hanno partecipato anche alcuni presidenti di federazione regionale, tra i quali la nuova Presidente della Federazione Sicilia, Dottoressa Barbara Crupi, allargando così il confronto e la condivisione della lettera e dello spirito di un Atto molto importante per la Confederazione. Oggetto centrale e primario della riunione è stato, infatti, l’adeguamento dello Statuto della Confederazione alle nuove norme scaturite dal riassetto del Terzo Settore.

In verità il lavoro di questi giorni è consistito nella limatura di un testo, punto di arrivo di un lavoro che ha visto la Confederazione impegnata su vari fronti e a vari livelli sul tema del Terzo Settore e che ha coinvolto specialisti delle materie giuridiche e amministrative interessate, le Commissioni interne alla Confederazione, le Federazioni regionali e i singoli consultori. Mentre i convegni di Milano nel maggio 2018 “I consultori familiari di fronte alla riforma del terzo settore” e quello ultimo di Roma nel marzo 2019 “Le trasformazioni statutarie dei consultori familiari”, caratterizzati da densità di contenuti e di partecipazione, hanno posto le basi culturali e tecniche della normativa di adeguamento, la stesura dello Statuto della Confederazione, con il suo aggiornamento, ha visto la traduzione pratica di tale normativa. In questa operazione è stato diretto il coinvolgimento della Commissione Giuridica, con l’apporto esperienziale e dottrinario del suo Presidente, il Professore Avvocato Raffaele Cananzi e del Dottor Paolo Pesticcio, specialista giuridico nella vasta area del Terzo Settore, il quale ha materialmente redatto le parti dello statuto inerenti a quest’ultimo.

Un supporto a latere non di poco conto e di evidente portata per la lettura della realtà, è stato quello offerto dai dati risultanti dal censimento dei consultori della Confederazione coordinato ed elaborato dal Presidente della Commissione Organizzativa, il Dottor Antonio Adorno. Tale censimento ha rilevato la grande varietà dei consultori della Confederazione i quali, benché unitariamente orientati al servizio alla famiglia, traducono questo servizio secondo le esigenze e le risorse presenti sul territorio, la cui comunità li genera con la sensibilità e la presa incarico delle problematiche familiari emergenti.

In questa revisione non si è trattato soltanto di norme, di dati numerici e di salvaguardie od altri aspetti a carattere legale. Queste cose, opportune e necessarie, e per certi versi ineludibili sono soltanto il mezzo, lo strumento, le condizioni sociali per obbedire al dettato primario, principale e fondativo della Confederazione che è la promozione dei consultori familiari, tramite le rispettive federazioni regionali, e perciò in ultima analisi della promozione della famiglia come ragione sociale e civile e delle famiglie, nella loro peculiarità esistenziale, come ragione immediatamente personale e di coppia. Il tutto alla luce dell’ispirazione cristiana, come ragione della salvaguardia dell’umanesimo integrale che, di suo, è orientato alla trascendenza. Vivere la realtà storica sociale e civile, anche attraverso l’interpretazione legislativa, con lo spirito della democrazia partecipativa e della sussidiarietà è già un fatto di per sé nobile e di alta assunzione di responsabilità, da ottemperare con scienza e coscienza. Se, inoltre, tale fatto è assunto nell’ambito di un credo religioso esso si riveste di maggiore responsabilità per essere orientato oltre che all’uomo anche al principio creativo della sua esistenza. Ispirazione cristiana che infonde umiltà al servizio e gioia per il grande progetto che Dio ha per l’Uomo. Così dai primi articoli del medesimo Statuto.

Che è uno statuto che guarda al presente con una visione rivolta all’avvenire, ai tempi nuovi, radicandosi nell’esperienza maturata. Che a ben vedere è una modalità che ha caratterizzato sin dall’inizio l’avvicendarsi degli statuti della Confederazione, che negli anni si è data gli strumenti più opportuni per operare per il bene della famiglia. Si tratta quindi di un aggiornamento rinnovativo nella continuità che, rispettando l’idea originaria ed ottemperando al preciso mandato affidatole, la stessa Confederazione trae il meglio dall’azione compiuta, dall’esperienza elaborata, dalla cultura prodotta, dalla storia vissuta, lungo la sua  più che quarantennale attività sociale svolta per il bene dei consultori, attraverso la loro diffusione nella diversità sociale e territoriale, la formazione dei loro operatori, l’assistenza tecnica giuridica e organizzativa, la loro promozione presso i rappresentanti della società civile e religiosa.

Per inciso, possiamo anche qui osservare, nel caso ce ne fosse bisogno, che non sono stati celebrati invano i due Sinodi per la Famiglia e che non è venuta invano l’Esortazione Apostolica Amoris Laetitia. Non c’è in ballo, infatti, soltanto il fattore Terzo Settore. Entra di dovere e di diritto il cambiamento d’epoca, più volte allertata da Papa Francesco nella sua instancabile attività pastorale. Cambiamento d’epoca nel quale sono chiamati ad operare i consultori familiari e, perciò, anche la Confederazione, in tutte le componenti della sua compagine del sapere e del fare, poiché le famiglie stanno vivendo questo cambiamento nella concretezza del quotidiano, negli interstizi delle proprie relazioni e in rapporto con gli eventi grandi e piccoli dell’umanità, come possiamo facilmente osservare con i nostri occhi. I nostri consultori stanno già affrontando questa sfida e lo Statuto della Confederazione ne è testimonianza.

Ci troviamo davanti ad un prodotto ben strutturato nelle sue parti,  non soltanto capace di produrre efficienza, efficacia e appropriatezza, ma anche di generare stimolazione ideale e valoriale, adeguato ai Tempi che viviamo, all’Umanità che viviamo. Queste dimensioni, riversate nel testo, trasparivano dal senso di responsabilità, intesa, partecipazione, collaborazione ed intenzionalità nel confronto aperto, franco e motivato dei presenti al Consiglio Direttivo di Siracusa e di quanti, impossibilitati a partecipare, avevano inviato per iscritto i loro contributi integrativi e correttivi.

Accanto a questo contesto umano degli ultimi revisori dello Statuto, che sarà tecnicamente sottoposto all’approvazione finale dell’Assemblea della Confederazione che si terrà a Roma venerdì 28 giugno 2019, diviene significativo evidenziare alcuni elementi e condizioni ambientali, che seppure nella loro materialità possono essere colti come realtà che custodiscono ed esprimono contenuti ideali, secondo il principio dell’interazione tra persona, comunità e territorio.

Siracusa nel suo complesso, a partire dal suo stesso nome, è una di quelle città che ha evocato ed evoca fascino, per i lasciti storici, culturali ed artistici dei quali è ancora testimone. Lasciti che, in certa misura, diventano significativi anche per chi vive l’esperienza consultoriale.

Il consiglio direttivo si è svolto nel salotto della casa che ospitava alcuni suoi partecipanti. Questa circostanza ha contribuito per un lato a confermare lo spirito di famiglia al clima della riunione, dall’altro ad avere presente che favorire tale spirito era l’orizzonte e l’obiettivo finale dei lavori in corso. Questi si sono svolti a pochi passi dalla bella Piazza Duomo di Siracusa Ortigia sulla quale si affacciano tra altri edifici storici, il Municipio e la Cattedrale, che rappresentano, non soltanto simbolicamente, la comunità civile e ed ecclesiale, entrambi attenzione dei consultori familiari di ispirazione cristiana e della Confederazione. Questi due edifici fanno da grande quinta ad una piazza vivace, spazio e luogo di incontri della popolazione e di manifestazioni, come quella per noi civilmente importantissima del 2 Giugno, Festa della Repubblica, i cui albori ideali coincidono e collimano con la nascita dei consultori familiari. Sulla stessa Piazza si affaccia la Chiesa di Santa Lucia, che custodisce la tela, opera del Caravaggio, del seppellimento della Santa, martire della fede, custode della sua verginità per Cristo suo Sposo. Fatto storico che rimanda al tema dell’amore e, per certi versi, al mito di Aretusa, alla quale è legata, poco distante dalla chiesa di Santa Lucia, la fonte di acqua dolce, non unica, che si riversa nel mare salato; acqua dolce, solo una piccola similitudine, che potrebbe rappresentare l’opera dei consultori nei mari salati e agitati delle famiglie.

Ma in questo caso possiamo anche guardare questo mare per quello che è, il Mare Mediterraneo. Qui non si tratta di similitudine, ma di realtà concreta tangibile e visibile. Risultano ancora attuali le parole di Alcide De Gasperi: “Ha un certo peso il fatto del Mediterraneo come un epicentro europeo e centro internazionale di decisiva importanza. Avvicinare il Mediterraneo vuol dire capirlo,amarlo, conquistarlo non al potere ma alla civiltà; com’è possibile che l’Europa possa essere concepita tutta al Nord, quando il suo condizionamento per molti dei contatti internazionali e per lo sviluppo di popolazioni numerose e quando parte delle forze di equilibrio internazionale vengono e verranno ancora di più dal Sud euro-afro- asiatico? … La nuova Europa che non potrà sviluppare la propria personalità senza tenere conto del mondo spiritualmente e storicamente diverso che è nel Sud che bagna le sponde del Mediterraneo, dove ancora oggi, e con notevole effetto, si sentono gli echi di Atene e di Roma, di Siracusa e di Cartagine, di Tessalonica, Alessandria, Cesarea, Bisanzio, Gerusalemme....”. (Alcide De Gasperi, La Piccola Europa, Giornale d’Italia, 25 luglio 1958). L’attualità delle parole del grande statista italiano, è attualità anche dei nostri consultori familiari di frontiera soprattutto di Sicilia e Calabria, e non solo, alle cui porte bussano anche famiglie, soprattutto donne, che attraversano il Mediterraneo per venire in Europa.

Il pensiero non può non andare alla vicina Augusta, patria di Don Paolo Liggeri, che a Milano, gettando così il seme dei futuri consultori familiari, intuì, con felice visione, come in altri luoghi è narrato, l’importanza dell’assistenza materiale, morale e spirituale nei confronti delle  famiglie di rifugiati e dei perseguitati politici a causa del grande conflitto mondiale che aveva messo non soltanto eserciti contro eserciti, ma popoli contro popoli, attuando genocidi, cioè volendo distruggere sul nascere in tutti i suoi membri l’amore generativo di un popolo, colpendo così alla radice l’amore coniugale e familiare. L’idea di famiglia e di consultorio familiare contrasta con l’idea di totalitarismo e di odio razziale, come la stessa storia di don Liggeri ci mostra, con la sua deportazione nei campi di concentramento d’Italia e di Germania.

La rappresentazione scenica delle Troiane di Euripide nel Teatro Greco di Siracusa, narrata sul filo dell’intreccio inscindibile dei conflitti tra i popoli con i conflitti e le conseguenti sofferenze degli affetti coniugali e familiari che attraversano le generazioni, alla quale hanno assistito i partecipanti al Consiglio Direttivo, ha reso plasticamente come la potenza distruttiva delle guerre è antica quanto antica è la volontà di potenza e di potere nell’uomo. Il successivo commento della domenica mattina, con gli interventi di Padre Giovanni Salonia, teologo, psicoterapeuta, Direttore della Scuola di specializzazione in psicoterapia della Gestalt GTK di Ragusa, Roma e Venezia e della Dottoressa Paola Argentino Trapani, psichiatra, psicoterapeuta, Direttrice dell’Istituto di Neuroscienze “Nino Trapani” di Siracusa, ha condotto al maggiore approfondimento dei contenuti della tragedia ed alla possibile applicazione delle sue suggestioni nella pratica consultoriale. Anche con quest’ultima operazione si è andati nella direzione di quella che potremmo denominare “Formazione Quadri”, alla quale si va ottemperando con la prassi opportunamente attivata da qualche tempo nelle riunioni del Consiglio Direttivo nazionale.

Un momento particolarmente significativo di spiritualità è stata la Santa Messa celebrata sabato mattina nel Santuario della Madonna delle Lacrime. La piccola immagine policroma, dalla quale nel 1953 sono sgorgate lacrime, ci ha riportato anch’essa idealmente alle vicissitudini della coppia, come quelle degli sposi nella cui camera da letto è accaduto l’evento ed alle vicissitudini delle migliaia di famiglie che poi hanno accolta in casa quell’effigie, unite da quel com-patire con Maria i dolori di essere Madre del Figlio di Dio e di tutti noi, in un sentimento di prossimità e conversione umana e cristiana. Essere poi venuti a conoscenza, da Padre Salonia, che l’inno per la Madonna delle Lacrime è stato composto da Carmelo Liggeri, fratello di Don Paolo, ci ha lietamente sorpresi e avvicinati ancor più a questo fenomeno ritenuto e venerato come miracoloso.

L’enfasi non ricade nello stile dei consultori e della Confederazione. Ci sentiamo però di poter quasi dire (forse è un azzardo?) che ripartire dalla Sicilia, dalla terra di Don Liggeri, padre storico dei consultori familiari, è per noi di buon auspicio e motivo di rinnovata fiducia per il futuro dei consultori.

Ora ci sia permesso qui di ricordare, per dovere di merito e di riconoscenza, una persona che, tra altre cose eccellenti compiute, ha contribuito al formarsi e al consolidarsi della Confederazione. Parliamo di S. Em. il Cardinale Elio Sgreccia, venuto a mancare a questa terra mentre stiliamo questo scritto. Egli, ai tempi in cui era Assistente Spirituale presso la sede dei Roma dell’Università Cattolica, si è speso perché questa Università avesse un consultorio familiare pari al nome, alla fama ed alla dignità della stessa e rispondente al mandato della Chiesa Italiana affidato ai consultori.

Ma non era il solo a pensare al consultorio. Egli faceva parte di un gruppo eccellente di persone eminenti nell’Istituto Toniolo e nella “Cattolica” voluto da Giuseppe Lazzati, Rettore della stessa. Tra esse Maria Scolari, Segretaria dell’Istituto Toniolo, Giuseppe Morgante, a quel tempo Direttore della Sede di Roma, Giancarlo Brasca, Direttore amministrativo dell’UCSC (gli ultimi due  erano stati inviati a Roma a fine anni ’50 per seguire insieme a Domenico Lofrese la nascita della facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica e del Policlinico Gemelli), Anna Cappella, fondatrice del Centro Ricerche sulla fertilità-Metodo Billings, Maria Fortunato, già Vice Presidente delle Acli.

Sin dai primi incontri organizzativi Maria Fortunato, fece osservare come in quel gruppo volenteroso mancasse la presenza di una coppia, sicché fu accolta ben volentieri una coppia di fidanzati prossima al matrimonio. Da quegli incontri nacque il consultorio familiare dell’UCSC in Roma che si volle fin dall’inizio, separato dall’ambiente strettamente ospedaliero, totalmente gratuito, altamente qualificato nelle discipline scientifiche della consulenza e nella metodologia, autonomo come organizzazione interna e rapportato agli istituti dell’Università e del Policlinico Gemelli e collegato col Centro di studi e ricerche sulla Famiglia con sede a Milano, di recente istituzione. È di quel tempo Consultori Familiari, Legge 405/75, (a cura di) Elio Sgreccia, Angelo Fiori, Vita e Pensiero, Milano 1976. Tra gli altri contributi c’è quello di Paolo Liggeri che tratteggia i consultori dell’Istituto “La Casa” e quello dello stesso Sgreccia che illustra la motivazione, la nascita e l’organizzazione del consultorio della “Cattolica”. Consultorio che fu tra i promotori della Confederazione. Per altro la segreteria organizzativa del primo convegno della Confederazione dell’ottobre del 1978, sulle problematiche legate all’aborto, fu affidata alla direzione del Consultorio, al tempo affidata alla Dottoressa Anna Cappella, e coordinata da Maria Fortunato. In vario modo, Monsignor Elio Sgreccia, come sacerdote e poi da vescovo e cardinale, negli anni ha collaborato, con la profondità della sua scienza e della sua spiritualità ogni qual volta la Confederazione gli ha chiesto la sua presenza ed il suo contributo, come, per esempio, nella Scuola di Formazione.

Il futuro Cardinale Elio Sgreccia, che amava e quasi pretendeva dagli amici con un bonario sorriso essere chiamato Don Elio anche da Cardinale, lo abbiamo conosciuto come scienziato appassionato al metodo ed ai contenuti scientifici nella fondazione della Bioetica, come maestro e formatore, come pastore sollecito, come consulente etico competente, rispettoso della storia delle persone che sottoponeva a discernimento comune nelle problematiche particolarmente difficili, mostrando stima nell’attività della consulenza svolta, come amico accogliente. Egli, che ispirava sempre fiducia nella persona, “ha seminato a piene mani” fiducioso nella semente e, soprattutto, in Colui che gliela aveva messa nelle mani del cuore e della mente. A lui va il nostro grazie e la nostra riconoscenza per quanto ha saputo seminare nell’alto dibattito scientifico, nel discernimento pastorale, nella nostra confederazione e nei nostri consultori.

Tornando al Consiglio Direttivo di Siracusa è doveroso rivolgere un vivo ringraziamento a quanti hanno contribuito alla stesura ottimale dello Statuto, che sarà riferimento per la Confederazione nei prossimi anni, per l’impegno profuso, il confronto condiviso, la corresponsabilità assunta, la lungimiranza manifestata. Un grazie sentito va rivolto al Presidente, Don Edoardo Algeri, che ha fortemente voluto questo Consiglio Direttivo perché lo Statuto fosse il prodotto di un lavoro collegiale il più partecipato possibile. Un altro vivo ringraziamento va a coloro che hanno contribuito all’apprezzata riuscita della riunione del Consiglio Direttivo in tutte le sue fasi. Soprattutto ad Agata Pisana, Presidente del consultorio familiare di Ragusa, Vicepresidente della Federazione Sicilia e, tra altro,Coordinatore didattico e docente Master socio-educativo e familiare Istituto "Nino Trapani" di Siracusa, per il tempo, l’accuratezza, la disponibilità, la gentilezza e l’attenzione infaticabile di cui tutti e ciascuno siamo stati fatti oggetto. Ci porteremo per un po’ di tempo l’accoglienza e l’ospitalità e la sollecitudine onnipresente, che lei ci ha brindato e di cui abbiamo largamente fruito. Congediamo questo scritto salutando la Federazione Sicilia, auspicando per i suoi consultori un rinnovato vigore ed una crescita rigogliosa.

Pantaleo Nestola 

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